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Incontro sul Green Pass tra i Ministri della Salute e del Lavoro e le Parti sociali

 

Di seguito l’ultimo aggiornamento sulla questione dell’obbligatorietà del green pass nei luoghi di lavoro, pervenuta da Confindustria, a seguito dell’incontro effettuato tra i Ministeri competenti e le Parti sociali.
Nel frattempo il dibattito si sta ulteriormente alimentando di proposte e valutazioni, ma ad oggi a riguardo ancora non esistono né testi di legge né aggiornamenti dei Protocolli settoriali sulla sicurezza contro la diffusione del Covid 19.

Sara’ nostra cura comunicare tempestivamente le novità sopraggiunte.

Il Direttore
Gianni Niccolò

“Venerdì 6 agosto, si è tenuto l’incontro sulla sicurezza sul lavoro tra i Ministri Speranza e Orlando e le parti sociali sui temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il tema principale dell’incontro è stato l’uso del green pass per l’accesso nei luoghi di lavoro, con un breve accenno ad eventuali iniziative di contrasto agli infortuni sul lavoro (incremento degli organici della vigilanza, introduzione della patente a punti).

Confindustria, per voce del Vicepresidente Stirpe, ha sottolineato l’assoluta esigenza di spingere sulla vaccinazione anche per i lavoratori e di fare del perimetro aziendale una zona covid free, mediante il ricorso al green pass, da introdurre per legge e da aggiungersi, quale ulteriore misura di contrasto alla circolazione del virus, a quelle previste dai Protocolli.

Sostanzialmente d’accordo tutte le altre rappresentanze datoriali; alcune delle quali hanno espresso preoccupazioni in merito alla efficienza degli strumenti di controllo e agli oneri per le imprese. Tutti hanno sottolineato la necessità dello strumento per sostenere e favorire la ripresa economica che resta minacciata dalla persistente circolazione del virus e delle sue nuove varianti.

I sindacati hanno manifestato, invece,  preoccupazione circa un temuto  uso strumentale del green pass volto ad attuare, in modo surrettizio, riorganizzazioni aziendali, demansionamenti e licenziamenti dei lavoratori.

Tutti hanno evidenziato come preferibile un intervento normativo e confermato che, il ricorso alla vaccinazione o l’introduzione del green pass non debbano sostituire, ma integrare, l’applicazione dei Protocolli, che hanno fin qui egregiamente costituito una valida barriera all’ingresso del virus in azienda.

Si è discusso anche dell’eventuale costo del tampone (una delle tre condizioni alternative per il rilascio del green pass) e le posizioni sono apparse differenziate. Confindustria ha ribadito che - salvo i casi in cui vi siano comprovate ragioni sanitarie che sconsigliano la vaccinazione – alla libera scelta del lavoratore di non sopporsi alla vaccinazione non debbano derivare costi a carico dell’impresa. Di diverso avviso la CGIL che, facendo riferimento alle previsioni di legge che consentono alle imprese di scaricare i costi per le misure di sicurezza, siano queste ultime a doversene fare carico.

In ordine alla vaccinazione in azienda è stato unanimemente criticato l’approccio tenuto dalle Regioni; a tale riguardo è stata stigmatizzata la scelta di alcune di condizionare l’attivazione del percorso vaccinale alla sussistenza di alcuni requisiti, fra cui quello di un numero minimo di vaccinazioni giornaliere. I Ministri della salute e del lavoro hanno ribadito l’utilità di questo ulteriore circuito vaccinale e hanno, quindi anticipato l’intenzione di formulare osservazioni alle Regioni per modificare questa impostazione e incentivare la vaccinazione nei luoghi di lavoro.
È stato anche sollevato da più parti il tema delle mense aziendali che, nella impostazione del DL 105/2021 e data l’ampia nozione di ristorazione, sembravano dover rientrare tra gli esercizi obbligati ad applicare il green pass dal 6 agosto.

L’esigenza del chiarimento deriva dal fatto che – nonostante l’ampia dizione normativa – la previsione impatta direttamente sul mondo del lavoro e sugli obblighi di possesso del green pass per i lavoratori, anche se solamente per l’accesso nelle varie ipotesi di mensa oggi esistenti (riservata ai lavoratori dell’impresa, aperta all’esterno, ristoranti convenzionati, etc).
Alla conclusione dell’incontro, il Ministro del lavoro ha chiaramente espresso la posizione dei due Ministeri: nessun motivo per escludere le mense dal novero delle strutture di ristorazione soggette all’obbligo del green pass.

Confindustria ha quindi chiesto alle strutture del Ministero del lavoro di consolidare formalmente questo chiarimento, per dare maggiori certezze in questa materia, così delicata sia sul versante sociale che organizzativo.

Per l’affinità della materia trattata nella riunione, si accenna al tema della ristorazione nelle strutture alberghiere, il Governo, con una apposita FAQ, ha opportunamente ripercorso la logica dell’intervento normativo con tre precisazioni che è bene distinguere e precisare.

In primo luogo, “i clienti di una struttura ricettiva possono accedere ai servizi di ristorazione offerti dalla struttura esclusivamente per la propria clientela, anche in caso di consumo al tavolo in un locale al chiuso, senza mostrare una certificazione verde COVID-19”.

Questa conclusione deriva, secondo il Governo, dalla lettura della norma secondo la quale “nelle strutture ricettive, infatti, l’accesso è riservato a chi è in possesso di una certificazione verde COVID-19 solo per quanto riguarda le attività al chiuso di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere, per i quali l’articolo 9-bis del decreto-legge n. 52 del 2021 specifica che l’obbligo si applica “anche all’interno di strutture ricettive”.

Occorre prestare attenzione alla terza precisazione, di particolare rilievo, perché potenzialmente riduttiva della ampiezza della prima esclusione: “nel caso in cui, invece, i servizi di ristorazione della struttura ricettiva siano aperti anche a clienti che non alloggiano nella struttura, l’accesso sarà riservato soltanto a chi, cliente della struttura o cliente esterno, è in possesso di una certificazione verde COVID-19, in caso di consumo al tavolo al chiuso”.

In chiusura dell’incontro i Ministri Orlando e Speranza hanno ringraziato i presenti, preso atto delle diverse posizioni espresse dalle parti sociali e si sono riservati di assumere decisioni in ordine alla introduzione del green pass nei luoghi di lavoro anche alla luce degli sviluppi del fenomeno pandemico“.